Il Green Public Procurement

La pratica del Green Public Procurement consiste nella possibilità di inserire criteri di qualificazione ambientale nella domanda che le Pubbliche Amministrazioni esprimono in sede di acquisto di beni e servizi, finalizzata a diminuire il loro impatto ambientale ed esercitando contestualmente un “effetto traino” sul mercato dei prodotti ecologici.
Gli acquisti pubblici, infatti, rappresentano in Italia circa il 17% del PIL (Prodotto Interno Lordo), mentre nei Paesi dell’Unione Europea, lo stesso dato si fissa intorno al 14%.
Il concetto del Green Procurement, su scala internazionale, è stato originariamente promosso e confermato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
In Italia, il Green Public Procurement non è obbligatorio, però esistono alcune norme che ne sollecitano l’introduzione stabilendo dei requisiti specifici o degli obiettivi per l’acquisto e/o utilizzo di determinati prodotti o servizi. Dal Decreto Ronchi (D. lgs. 22/97 art. 19), modificato da L.448/01, fino al DM 203 del 8/5/2003 le regioni sono invitate a definire norme adeguate affinché gli Enti locali coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30%.
Nell’aprile 2006, in attuazione delle direttive europee, è stato pubblicato il Codice dei contratti pubblici a lavori servizi e forniture (D.lgs 12/05/2006, n. 163).
Il Codice Appalti, pur non rendendo obbligatoria la pratica degli acquisti verdi, lascia la possibilità a tutte le Amministrazioni ed agli Enti Locali di effettuare scelte ambientalmente e socialmente preferibili: all’art. 2 comma 2 (principi) si indica che “Il principio di economicità può essere subordinato, […], ai criteri previsti dal bando, ispirati ad esigenze sociali nonché alla tutela della salute e dell’ambiente, ed alla promozione dello sviluppo sostenibile”.
L’utilizzo dei materiali e dei supporti cartacei Biostampa garantisce l’eco-sostenibilità della linea Green di “Coloriamoci”.